Cialis all’amatriciana
Le farmacie qui si chiamano droguerias. Nel centro di Cartagena e nei quartieri piu’ esclusivi della citta – El Laguito, Crespo, Bocagrande, Manga, dove abitava il Florentino Ariza di Garcia Marquez – somigliano piu’ o meno alle nostre farmacie. Ma non appena ti lasci il centro alle spalle e ti avventuri nei barrios piu’ popolari la musica cambia. Qui le droguerias, in pieno giorno come nel cuore della notte, sembrano minuscoli Fort Alamo in cui i farmacisti lavorano protetti da spesse inferriate di ferro. Come sub asserragliati in una gabbia antisqualo. Tu chiedi un farmaco e loro te lo passano da un pertugio, giusto per ricordarti che in Colombia non sono mai rose e fiori. A Bocagrande ho fatto amicizia con un farmacista. Appena gli dico che sono italiano mi chiede se mi serve del Cialis. “Cialis? E perche’?” – rispondo io. Con un sorriso malizioso mi spiega che gli italiani che sbarcano a Cartagena il Cialis non lo consumano lo divorano, come i cinesi fanno col riso.
![socorrro 142[1]](http://disaronnoways.com/wp-content/uploads/2010/08/socorrro-1421.jpg)