Archivio di December, 2011

Tutti i segreti di Diego Panesso

Il piatto della foto e’ una creazione dello chef pereirano Diego Panesso. Involtini primavera con farcia di mela e morcilla (sanguinaccio) da nappare con un’eterea mayonese di maracuja. Di lui ho scritto in un articolo per la ‘Stampa’ pochi giorni fa.

Se si lasciasse crescere un filo di barba, lo scambieresti per il gemello di Pep Guardiola. E come il tecnico catalano è un magnifico direttore d’orchestra. Solo che il suo spogliatoio è la cucina di un ristorante, l’Amber di Pereira. Diego Panesso Osorio è il miglior chef di tutto l’Eje Cafetero, un trentenne dalle idee chiarissime e dal talento cristallino. Chimerico e ponderato. Con un unico difetto. E’ puntuale come il Crotone- Milano

Strepitosi i suoi dessert, molti dei quali a base di Disaronno. Nel prossimo post ve li mostrero’, ricette incluse…




L’insostenibile leggerezza dell’essere razzisti… in Colombia

Nella foto incriminata di ‘Hola’ le donne della famiglia Zarzur posano nella loro villa hollywoodiana che domina la citta’ di Cali: Rosa Jaluf de Castro, presidente di Fenalco a Cali e fondatrice del Cali Exposhow, sua figlia Sonia Zarzur, sua nipote Royi e la sua pronipote Rosita. E la scandalo dov’e'? Sullo sfondo, con due cameriere negre che posano come due figuranti di ‘Via col vento’, due Mami del Pacifico Colombiano messe li’ come due pezzi di scenografia, come due esotiche statuine di Goldscheider. La foto ha scatenato immediatamente un putiferio mediatico, sopratutto in rete, dove molti opinavano che foto come queste riportavano indietro la Colombia ai tempi della schiavitu’. La fotografa in un’intervista al quotidiano bogotano ‘El Tiempo’ ha minimizzato sostenendo che la foto della discordia e’ stata scelta fra centinaia di foto e che tutto questo clamore e’ assolutamente capzioso e fuori luogo. Intanto, pero’, per le quattro donne ‘mas poderosas’ del Valle del Cauca e’ incominciato un incubo. A cominciare dalle moltissime minacce di morte, tanto da indurre Sonia Zarzur a intervenire nel programma radiofonico piu’ seguito del paese – di cui e’ stato ospite anche chi scrive – per fare pubblica ammenda. “Un momento di vanita’ – ha ammesso la Zarzur – che ci e’ costato carissimo perche’ non abbiamo valutato le conseguenze”. Il caso pero’ non e’ chiuso e continua a sollevare roventi polemiche.

Domenica sera, su RCN, Pirry il piu’ famoso giornalista televisivo colombiano – un incrocio tra il Mino D’Amato di ‘Avventura’ e Roberto Iacona – ha aperto il suo programma mostrando la foto e chiedendosi piu’ volte se la Colombia sia davvero un paese razzista. A studiare con attenzione il paese si direbbe proprio di si. Discoteche che spesso negano accesso a clienti di colore- come nell’Alabama di Rosa Parks – afrocolombiani che vengono emarginati dal mondo del lavoro, discriminati dal mercato immobiliare, trascurati dalle strutture sanitarie. Secondo l’Osservatorio di Discriminazione Razziale delle Nazioni Unite la mortalita’ infantile fra i bimbi afrocolombiani e’ aquasi il doppio che nel resto della popolazione. Le donne afrocolombiane vivono 11 anni in meno delle altre, gli uomini 5 anni in meno dei loro connazionali. L’84% per cento degli afrocolombiani e’ a rischio desplazamento e il 12% di loro lo vive quotidianamente sulla propria pelle. Piu’ del 60% della popolazione afrocolombiana cerca di sopravvivire in una poverta’ africana e il 20% nella misera e nell’abiezione piu’ nera. E mentre il 65% della popolazione mestiza puo’ usufruire delle strutture sanitarie, solo il 49% degli afrocolombiani riceve cure adeguate.

Per saperne di piu’ La Stampa e Diario Colombiano