Evaristo Marquez – Non tutte le favole riescono col buco
In un villaggio dell’entroterra colombiano, Palenque, ho incontrato, intervistato e filmato Evaristo Marquez. Il reportage uscira’ nei prossimi giorni su ‘La Stampa’. Un’anteprima per Disaronnoways…
Dopo l’Oscar per la ‘Battaglia di Algeri’ Pontecorvo decise di girare ‘Queimada’, la storia di una rivoluzione in un’isola immaginaria dei Caraibi. In ‘Queimada’ tutto era grandioso. Dieci mesi di lavorazione in quattro continenti – dalla Colombia al Marocco, passando per le Isole Vergini, il Nord della Francia e Cinecitta’- un budget faraonico, la Warner come distributore e il piu’ grande attore del mondo, Marlon Brando, come protagonista. Pontecorvo, che in un primo tempo aveva pensato a Burt Lancaster e a Richard Burton, rimase stregato dal volto e dal magnetismo di Brando. Brando, a sua volta, vedeva Pontecorvo come un magnifico sciamano e pur di girare ‘Queimada’ rifiuto’ di lavorare con Lean e con George Roy Hill che lo voleva per ‘Butch Cassidy’. Mancava solo un tassello, l’attore di colore da affiancare a Brando. Incassato quasi subito il no di Sidney Poitier, Pontecorvo fece la scelta neorealistica di cercarlo in Colombia, a Cartagena, dove avrebbe girato gran parte del film, ma nessuno degli attori che provino’ lo convinse. Cosi’ decise di avventurarsi nell’entroterra e in una finca alle porte di Palenque fu folgorato da Evaristo. Gli chiese di scattargli delle fotografie, Evaristo gli rispose che doveva mungere le sue vacche. Pontecorvo lo attese per piu’ di un’ora, poi quando torno’ gli scatto’ una ventina di foto. Provo’ a spiegargli che erano per ‘Queimada’, che forse avrebbe lavorato a fianco di Marlon Brando, ma di fronte allo sguardo stralunato di Evaristo, cambio’ discorso. Come confido’ piu’ tardi a un giornalista del ‘New York Times’: ‘Evaristo had the correct face, the correct presence, but we had to teach him even to walk. He had no idea what we were doing’.